Archivio dell'autore: ilvasaio

A spasso per San Pietro

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3307096464_3304bf8b4b_mQualche mese fa, armati di macchine fotografiche, abbiamo visitato il nostro quartiere, con l’obiettivo di “guardare” ciò che spesso nemmeno “vediamo”. Troverete ai link qui sotto la documentazione fotografica delle nostre “esplorazioni”: il primo è un collegamento a una presentazione in Power Point con le foto e i nostri commenti; il secondo è un collegamento al video realizzato da noi con Movie Maker (caricato su Youtube)

san-pietro-ppt (POWER POINT)

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I sogni di tre ragazze

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...Mi chiamo Giovanni e sono un giornalista. Oggi intervisto tre ragazze delle medie.

Come vi chiamate e qual è il vostro sogno?

Valentina: Io sono Valentina e la mia speranza è quella di fare la stilista, avere una villa grandissima con piscina davanti al mare e avere un attore famoso come marito.

Federica: Io invece mi chiamo Federica e ho tanti sogni per il futuro: il più semplice è quello di diventare una brava estetista e vivere in un quartiere pieno di negozi e stare vicino alle mie amiche. La mia casa deve essere spaziosa, a due piani, con un cortile enorme.

Roberta: Ciao, sono Roberta. Da grande vorrei fare la maestra d’ asilo nido e restare ogni ora del giorno con i bambini e giocare con loro.

Da che cosa nascono i vostri sogni?

Valentina: Fin da piccola mi piaceva disegnare e creare con qualsiasi tessuto i vestiti e poi mi ho sempre desiderato diventare famosa e apparire in televisione (anche se per ora non è mai successo)

Federica: Vorrei fare l’ estetista perché da grande se avrò una famiglia la dovrò mantenere e poi perché se riceverò uno stipendio alto potrò comprare sia a me che ai miei figli dei vestiti di marca, forse anche quelli della mia futura famosa amica Vale…

Roberta: Perché mi piace giocare con i bambini farli ridere e divertire, fare le smorfie insieme a loro…

Come farete a realizzarli?

Valentina: Per realizzare questo sogno dovrò metterci impegno e di sicuro dovrò studiare e andare sempre avanti a qualsiasi costo…

Federica: Per realizzare questo mio sogno di sicuro dovrò studiare e prepararmi bene .

Roberta: Ci vogliono un bel po’ di anni di studio e tanta voglia di realizzarlo, ma soprattutto la passione per i bambini.

Anna Bussu, Angela Fenu, Roberta Musina

Ma i genitori sanno tutto dei figli?

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Da sempre, i ragazzi non trovano il modo di comunicare o di esprimere i propri sentimenti con i ...loro genitori. In questo modo i genitori non sanno cosa fanno, ...chi frequentano, dove vanno, o ...se fumano o bevono. In questa testo cercherò di spiegare cosa non va nel rapporto genitori-figli.

Uno dei motivi che spingono i ragazzi a intraprendere strade sbagliate è il fatto che alcune volte essi non riescono a esprimersi con i propri genitori e quando si cerca di comunicare molto spesso non si viene capiti.

Capita spesso che qualcuno che non ti sopporta, e non ti può vedere, o per un motivo o per un altro, alla prima occasione che gli capita per fartela pagare si inventerebbe di tutto soltanto per vederti nei guai.

Quando una persona viene accusata è capace di tutto. E’ allora che si fanno le risse o si fa di tutto pur di infangare il prossimo.

Il fumo e l’alcol stanno diventando un problema grave tra i ragazzi, perché ad avvicinarli sono sempre di più i difficili rapporti all’interno della famiglia, i litigi, i divorzi e i tradimenti che rendono difficile la crescita dei ragazzi, i quali, messi sotto pressione, trovano rifugio nel fumo e nell’alcol.

Però ci sono anche le persone che ti chiedono di fumare dicendoti che non ti fa nulla, e poi c’è anche la gente che ti trae in inganno dicendoti: “Una volta che la provi diventerai popolare e allora tutti ti vorranno nel loro gruppo”. Ma c’è anche la birra, che i ragazzi adorano pur essendone a loro vietato l’acquisto. Ma alla fine, o per una bugia, o perché il negoziante gliela dà come se fosse acqua, alla fine la birra si trova sempre.

C’è da dire che i ragazzi di oggi pur di essere popolari sarebbero disposti a fare di tutto ed ecco che si inventano anche le combinazioni come red-bull e vodka, birra e limoncello, ecc.

Quando ti metti con una persona, ci sono sempre le persone che ne approfittano. Persino la tua ragazza inizia a chiederti favori o presunte prove di coraggio e maturità, che in altre circostanze non si sarebbe mai permessa di chiederti, come ad esempio rubare dai negozi, fumare, o bere.

Se per caso lei ti chiede di picchiare qualcuno indistintamente da chi è, se lei te lo impone tu non puoi sottrarti perché altrimenti ti molla, e allora tutte le amicizie che ti eri fatto stando con lei in un lampo svaniscono e ritorni a essere la solita persona che non conta niente. E’ a questo punto che intervengono gli amici, quelli veri, che nel bene e nel male ti stanno e ti staranno sempre a fianco. Tutti gli altri? Solo un gruppo di persone che non contano niente.

Ci sono le persone che non sopporti, e che vuoi far stare zitte una volta per tutte, e allora può capitare che un amico ti chieda di aiutarlo, ma picchiare non serve perché a volte la lingua ferisce più della spada e prima di passare alle mani si dovrebbe parlare o cercare un accordo.

Il messaggio che voglio dare ai genitori è che devono stare più vicini ai propri figli, e che a volte quella punizione che viene data per una banalità che potrebbe essere dimenticata subito, potrebbe essere la causa di un distacco del figlio, e di conseguenza l’avvicinamento a un mondo nuovo, quello del fumo e dell’alcol.

Andrea La Croce

Il nostro quartiere

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Il rione nuorese di Santu Predu è rimasto per tutti questi anni un grande simbolo di ...Nuoro, ma sta cadendo a pezzi. Nel corso degli anni è andato sempre più degradandosi.

Siamo passati da antichi selciati a vere e proprie strade asfaltate, da muretti a secco a muri in mattone e cemento, da piccole case in pietra, basse, con finestre piccole, non colorate, a case a più piani, talmente grandi che soffocano gli arcaici viottoli.

Antichi selciati e muretti demoliti, sono questi i testimoni di epoche passate!!! Guardando l’architettura di questi luoghi provo malinconia, tristezza, amarezza. Fra le tante case, poche sono state ristrutturate rispettando i criteri costruttivi del passato. Negli ultimi tempi sono entrati in gioco cemento, muri spatolati, e grandi terrazze che sostituiscono piccoli, graziosi e fioriti balconcini.

Pur essendo il rione in questo stato lo amo ugualmente, di un amore intenso. Vedendolo con il cuore mi accorgo di quanto amore, sintonia e splendore vi è fra la sua gente. Gente molto accogliente, solidale e laboriosa. Gente che si riunisce in pomeriggi freschi per ritrovarsi, scambiare quattro chiacchiere, discutere.

Noi nuoresi forse abbiamo dimostrato verso San Pietro molta incuria…

Elia Pirisi (con la collaborazione di Rita Bandinu e Antonio Casu)

La scuola nemica (A. Bernardini)

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671Titolo: “La scuola nemica”

Autore: A. Bernardini

Editore: Ilisso

Anno: 2005

genere: inchiesta

Trama: questo libro racconta della scuola in Barbagia negli anni Settanta, attraverso le parole di ragazzi intervistati. L’autore interroga ragazzi di dodici-quattordici anni che hanno abbandonato gli studi, ai quali chiede come fossero i rapporti con gli insegnanti, come si comportavano in classe e se a loro piaceva studiare. Chiede loro quale lavoro abbiano intrapreso dopo l’abbandono scolastico, quali siano i loro rimpianti e i ricordi degli anni passati tra i banchi di scuola. Il libro è scritto in modo semplice e la comprensione è abbastanza intuitiva. Molte frasi sono scritte in un italiano che assomiglia molto al sardo barbaricino. La lettura risulta semplice e divertente.

Commento: il libro mi è piaciuto perché le storie e gli aneddoti raccontano cose vere. Alcuni racconti sono tristi, altri invece molto divertenti. In qualche racconto mi sono identificato. A me la scuola piace, mi dà la possibilità di stare con i miei compagni per giocare e chiacchierare. Ma di studiare ho sempre poca voglia. Spero però di poter migliorare, con l’aiuto dei miei insegnanti, anche per poter raccontare, in futuro, belle storie ed esperienze vissute a scuola.

Matteo Manai

Super size me

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Titolo originale: Super Size Me

Lingua originale: inglese

Paese: Stati Uniti

Anno: 2004

Durata: 100′

Genere: documentario

Regia: Morgan Spurlock

Interpreti e personaggi: Morgan Spurlock (sé stesso)

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..Con il professore di tecnica, in sala video, abbiamo visto un film, intitolato Super Size Me. Il film è stato visto a ...conclusione di ripetute ricerche sui modelli alimentari. Si tratta di un film inchiesta, girato da un giornalista con lo scopo di mettere in risalto il problema dell’obesità del popolo americano. Il fast food, questo tipo di alimentazione, in America (e non solo) si sta diffondendo ormai su larga scala: l’ottanta per cento della popolazione si alimenta con pasti veloci, ipercalorici, monotematici (patatine, hamburger, coca cola). Il cinquanta per cento della popolazione è sovrappeso, e molti sono obesi. L’obesità sta diventando una problema sociale. Ad essa sono legate malattie quali l’incremento del diabete, le malattie coronariche, l’ipofertilità, le epatiti.

Questo film è stata una prova per far capire come ci si sente mangiando solo ai fast food per un intero mese, ma soprattutto come reagisce l’organismo umano.

Ovviamente, il giornalista era sotto controllo: un’equipe di medici gli indicavano ogni settimana la quantità di calorie incamerate e il peso di volta in volta raggiunto. Solo dopo tre giorni era già ingrassato di 2 chili. Dopo poche settimane mangiare a tutti i pasti ai fast food era diventato come una droga. Se il giornalista non mangiava i prodotti del locale si sentiva male. Come ricominciava a mangiare ogni malore passava. Alla fine dei 30 giorni ha rifatto nuovamente le analisi… aveva preso ben 12 chili e i valori del sangue e tutte le altre analisi erano peggiorate.

Anche in Italia la cattiva alimentazione si sta diffondendo e anche da noi il problema dell’obesità sta diventando un problema sociale.

Attraverso il film inchiesta abbiamo capito che è importante saper mangiare, ma soprattutto riconoscere ciò che mangiamo, e potenziare l’attività fisica. Il MC Donald può aspettare.

Pietro Frau, Elia Pirisi, Rita Bandinu